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AIKIDO
La via dell'Armonia
Il Fondatore
O'SENSEI MORIHEI UESHIBA
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Morihei UESHIBA nacque il 14 dicembre del 1883 nella piccola città di Tanabe, non
lontano da Osaka. Egli era il quarto figlio di Yoroku Ueshiba,
un piccolo proprietario terriero che si occupava anche di
politica al consiglio municipale. |
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All'età di tredici anni fu ammesso al collegio di Tanabe dove restò un solo anno, poiché preferì dedicarsi allo studio del Soboran trasferendosi nella città di Tokyo dove affittò un locale in un quartiere popolare per aprire una libreria. In quell'epoca il suo interesse cresceva per il Budo; fu così che cominciò a studiare le antiche tecniche di Ju Jutsu, in particolare quelle della scuola Kito sotto la direzione del Maestro Tozawa. Parallelamente praticò il Ken Jutsu (arte della spada) nel dojo Shinkage. Decise di forgiare il suo corpo dedicandosi ad un allenamento intensivo basato sulla condizione fisica e sulla forza pura. Ma la sola forza fisica non lo soddisfaceva, e, fu così che decise di recarsi nella città di Sakai per studiare la spada della scuola Yagyu sotto la direzione del Maestro Nakai. Nel febbraio
del 1915, durante un viaggio ad Engaru, egli incontrò nell' Hotel Kubota, un
grande spadaccino, il Maestro della scuola Daito Sokaku Takeda. Riconobbe
immediatamente in lui una personalità eccezionale, e fu così che decise di
insegnargli i segreti del Daito Ryu. Dopo varie
vicissitudini, Morihei Ueshiba conducendo una vita sempre più ascetica,
continuava le sue ricerche sul Budo. Fu in quell'epoca che ricevette la visita
di un ufficiale di marina, Maestro di Kendo che era stato attirato dalla fama di
Ueshiba nelle arti del combattimento. Dopo avergli consegnato una spada di legno, Ueshiba lo invitò ad attaccare; Ueshiba schivò tranquillamente tutti i suoi
attacchi, ed alla fine spiegò all'ufficiale che prima dell'attacco, egli vedeva
una grande luce, e lui non faceva altro che seguirla, riuscendo a schivare i
colpi. Dopo il duello, il Maestro Ueshiba sentì la necessità di sciacquarsi il
viso nella fontana, e fu lì che ebbe la rivelazione della sua arte. Si sentì
pervadere da uno spirito dorato che lo avvolse vibrando sul suo corpo. Allora
capì che il vero Budo è un amore spirituale e, che non si doveva vincere il
proprio avversario, bensì si doveva controllare senza fargli alcuna lesione. Da
allora chiamò la sua arte AIKIDO. |